Le nuove calzature, per non danneggiare ulteriormente l’ambiente, saranno completamente bio, con i colori ricavate dalle piante e dai fiori

Quelle bio, quelle praticamente vegane, quelle prodotte come 200 anni fa o invece hi tech dove la ricerca è arrivata al punto di simulare le camminata su una spiaggia di sabbia per i piedi delicati dei bambini. A theMicam, la rassegna internazionale delle calzature in corso alla Fiera di Milano a Rho fino al 20 settembre, l’artigianalità più ortodossa, il rispetto per la natura e le nuove tecnologie si fondono. E vanno, insieme alla riscoperta dell’arte del ciabattino, nell’intento di ridurre lo spreco e far durare a lungo le nostre calzature, soprattutto quelle di valore.

Il cambio

Risuolare, lucidare, nutrire si può, nonostante la quasi totale sparizione delle botteghe dei calzolai. E allora molte delle aziende di medio piccoli artigiani, ma anche di grandi brand offrono ora ai propri clienti un servizio di ‘rigenerazione’ di qualità. Si fanno rispedire col corriere le scarpe da riparare, le trattano nei propri laboratori, e le rispediscono con suole e tacchi nuovi, con la pelle rinfrescata o anche verniciata. Il costo parte dai 40 euro ma quando si tratta di calzature da centinaia di euro sicuramente può valerne la pena. Costano magari un po’ di più per la rigorosa fattura a mano e per il rispetto della tradizione certe creazioni bio, realizzate come si facevano 200 anni fa e che hanno un cartellino di tracciabilità biologica che garantisce l’esclusione di qualunque sostanza chimica.

Le caratteristiche

In questi prodotti – spiegano gli artigiani che insieme ai designer hanno realizzato queste creazioni – le pelli sono conciate con vegetali, di vitello o di cavallo recuperate dalla catena alimentare. Vengono assemblate utilizzando colla al lattice, filo e spago di lino cosparsi di cera d’ape, anziché con la consueta pece. Nel tramezzo si usa il sughero di qualità, in pratica quello dei tappi di spumante. I colori poi sono estratti da piante e fiori tritati e filtrati. Ad esempio, il nero arriva dal carbone, il giallo dalla curcuma, il verde dalla clorofilla e il rosso è ottenuto dalla cocciniglia, cioè dalle uova di coccinella. Il risultato è un prodotto che fa la felicità degli ambientalisti: vegetale, bio e quasi ‘vegano’. Uno degli artigiani che si dedica a questa speciale produzione, Silvano Sassetti spiega che è frutto di una ricerca che è durata 6 anni: “Da quando sono diventato nonno e anch’io, nel mio piccolo, ho cominciato a preoccuparmi di lasciare un mondo migliore alle nuove generazioni”. E, a proposito di bambini, Naturino, brand specializzato nelle calzature per bimbi, ha portato a theMicam delle nuove scarpe frutto dell’hi tech: si tratta delle calzature “a effetto sabbia“. Il piede appoggia su una superficie che ricrea la situazione naturale di una camminata alla spiaggia favorendo la formazione corretta della volta plantare. I sandali – gioiello di Trotta, azienda di Positano -, sono invece realizzati con una base di montone rovesciato e un inserto di spugna giapponese che hanno il compito di assorbire il sudore ed evitare antiestetiche macchie.