A Parigi, il museo Yves Saint Laurent mette in scena una esposizione particolare, sui debiti artistici del grande couturier francese verso il mondo orientale

 

Si intitola «l’Asia sognata di Yves Saint Laurent», la mostra, che si può visitare fino al 27 gennaio 2019, che mette in luce l’influenza che hanno avuto sulle sue creazioni il Giappone, l’India e la Cina.

L’esposizione si concentra sugli abiti delle collezioni create dall’artista francese e gli oggetti d’arte o i tessuti orientali che li hanno ispirati. Come, ad esempio, il bozzetto di ricerca per il lancio del profumo Opium (1977-1978).

La mostra, che è un bell’omaggio alla visione fantasticata dell’Asia da parte di Yves Saint Laurent, racconta anche che quando nel 1977 lo stilista francese presenta 138 modelli della sua collezione denominata «cinese» in un grande albergo parigino, lui non aveva mai messo piede in Cina, fino ad allora.

E a ispirarlo erano stati i testi della sua biblioteca. Un viaggio immobile, il suo, che lo ha portato anche a rivedere i kimoni giapponesi e a creare gioielli etnici, passando anche dall’India, razie alla sua interpretazione contemporanea della sua Asia sognata.