La stilista nippo-ameriana ha spiegato la commistione dei suoi due mondi, l’apparel e i gioielli

 

Si è presentata al pubblico in corsa sul catwalk al finale dello show di Dior di giugno, mano nella mano con Kim Jones.

Lui al debutto nella divisione maschile della maison di Lvmh. Lei nuova jewelry designer per l’uomo di Dior, nominata proprio da Kim Jones.

Nonostante questo sia un esordio, Yoon Ambush, metà giapponese e metà americana, non è nuova al fashion system. Lo scorso anno è arrivata tra gli otto finalisti dell’Lvmh prize e già nel 2002 aveva fondato, insieme a Verbal, suo amico e compagno universitario, la label Ambush.

Alla quale, nel 2004, si era aggiunta la linea di gioielli Antonio Murphy & Astro, indossata anche dal musicista e produttore Kanye West subito dopo il lancio. Ma la distinzione tra i gioielli e l’abbigliamento Yoon non la vede.

«Per me sono esattamente sullo stesso piano», ha spiegato in questa intervista. E se le si chiede indosso a chi vorrebbe vedere i suoi gioielli, lei risponde: «Mi piacerebbe vederli su un personaggio di Star Wars, se fosse Darth Vader sarebbe fantastico».

Ed ecco come ha risposto quindi alle domande della stampa :

Di recente è stata nominata jewelry designer della collezione uomo di Dior insieme a Kim Jones, che invece ha debutto al menswear della maison. Come si è sentita?

Per me è stato davvero un onore essere scelta per entrare a far parte del team di Dior, che ritengo sia la migliore maison del panorama moda. Soprattutto in un momento storico come questo, in cui insieme al talento di Kim Jones la maison sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia. Non c’è niente di più entusiasmante del vedere le proprie idee e le proprie creazioni realizzate, sfilare insieme alla collezione disegnata da Kim per questo debutto e, soprattutto, poter mostrare tutto ciò a un pubblico sempre più ampio.

Lei è anche co-founder della label giapponese Ambush. Cosa vuole trasmettere attraverso le sue collezioni di moda?
Ambush è una «idea entity». Un’entità rappresentata dall’idea. Questo significa che vogliamo mettere in campo idee e concetti che possano dar vita a nuove forme e che aprano nuove strade, che riescano ad andare in diverse direzioni. Questo è tutto ciò che vogliamo trasmettere. Possibilità infinite.

Lei si sente più una designer di gioielli o una stilista?
Io mi definisco piuttosto una designer che unisce i più vari e diversi aspetti sia del fashion world sia del jewelry design. Nell’universo Ambush i gioielli e la moda coesistono. Io li pongo esattamente sullo stesso livello.

C’è qualcuno che per lei rappresenta un modello o dal quale trae ispirazione?
Sì, ci sono molte persone che prendo come punto di riferimento. Mi piace trarre ispirazione da persone che lavorano nella moda, ma anche da quelle che non ne fanno parte affatto. Trovo che nella vita ci siano ovviamente molte altre cose oltre la moda, e spesso ricerco idee e spunti in tutt’altri settori e contesti.

Nel 2017 lei è stata una degli otto finalisti dell’Lvmh prize. Oggi ha più di 250 mila followers su Instagram. Come ha raggiunto il successo cosù rapidamente?
Non vorrei chiamarlo successo per il momento. Sono molto contenta di tutto questo, ma direi che siamo ancora in fase di costruzione sia della nostra carriera sia del brand e siamo ancora lontani dal poterlo definire un business.

Se dovesse scegliere un idolo al quale far indossare i suoi gioielli, chi sceglierebbe?
Mi piacerebbe vederli indossati da un personaggio di un film fantascientifico come Star Wars. Se fosse proprio Darth Vader, sarebbe fantastico.

Ha in cantiere qualche nuovo progetto per il futuro?
Sì, in realtà ci sono già progetti per collaborazioni che si svilupperanno nel corso di questo anno. La più imminente è quella con Nike.