Dopo un periodo di assenza dai circuiti tradizionali della moda uomo, Gazzarrini è tornato. Non solo sulla scena milanese e al Pitti

Un nuovo corso. Ecco la giusta definizione per rappresentare il futuro di Piero Gazzarrini, brand storico che dopo un breve periodo di titubanza ha deciso, ormai già da qualche anno, di continuare il proprio iter grazie ad un passaggio di proprietà e ad un marketing proiettato verso il web e i social network.

In realtà, il brand non era mai “sparito”: l’azienda che lo possedeva, quella Piero Gazzarrini di Empoli diretta dalla figlia del fondatore, Simona, non aveva alcuna intenzione di cessare la produzione di un marchio che è sempre stato nel cuore dei consumatori.

I problemi nulla avevano tolto alla grinta delle collezioni disegnate da Marco Ciampalini, con uno stile grafico, cool come si dice nel gergo della moda, idoneo a un uomo contemporaneo dall’allure giovanile.

E infatti, il nuovo proprietario di Gazzarrini, Andrea Pannuzzi, ha lasciato tutto immodificato, cosciente del valore espresso e di un credito di mercato che ha consentito al marchio toscano di consolidare le posizioni raggiunte al momento dell’accordo, quando il fatturato era di 11 milioni in crescita del 9,5%.

Del resto i piani di Pannuzzi, titolare della Italian Style, erano e sono ambiziosi, come lui stesso dichiarò tempo fa: «+55% del fatturato in tre anni». E la conquista di mercati come gli Usa, l’Asia, il Nord Europa.

In effetti, le prospettive per Gazzarrini sono positive. Il prodotto resta 100% italiano, accattivante nell’estetica e le modalità scelte dall’azienda per comunicarlo, ovvero web e social network accanto alle vie più tradizionali, hanno consentito di appurare il gradimento del pubblico finale.

Il progetto multimediale, definito “reinvent”, ha puntato quindi fortemente sulla diffusione di immagini, video, persino sfilate online: forte successo aveva avuto il video diffuso la scorsa stagione su Facebook, su Myspace e sul sito www.reinvent.it, una sorta di corto digitale incentrato sulla tecnologia 3D .

La stessa filosofia viene applicata oggi, con una strategia che vuole sempre più fortemente il dialogo con il consumatore finale privo di filtri e intermediazioni.

Ogni ipotesi di una collezione al femminile, invece, almeno per ora è congelata: Gazzarrini continuerà ad esprimersi al maschile.