L’ultimo numero di Vanity Fair, il n.17 attualmente in edicola, dedica un’ampia intervista al re dell’hard Rocco Siffredi che pubblica Sex lessons, un volume di 120 pagine con lezioni di educazione sessuale per spiegare ai ragazzi la differenza tra porno e realtà e agli adulti come scoprire il 90% del sesso che ancora non praticano. Ecco alcuni estratti dell’intervista di Vanity Fair a Siffredi con i “consigli dalla regia” di Rocco. 

La maggior parte dei ragazzi non ha informazioni sul sesso né in casa né a scuola, ma tutti guardano il porno sul web: Anni fa avevo lanciato un appello al ministero dell’Istruzione per rendere obbligatoria nelle scuole italiane l’educazione sessuale, come succede in tutto il mondo,  ma la reazione è stata tiepida. Gli studenti mi vogliono, presidi e rettori impediscono l’incontro (…)

Non ho la pretesa di essere un sessuologo, quello che ha capito tutto, il mio approccio è il consiglio del fratello maggiore. Conosco così bene il mondo del porno che posso trovare le differenze con la vita vera, anche perché sono sposato e padre di due figli, vedo il tema da punti di vista diversi (…)

L’esperienza sessuale è fatta del rapporto con la persona con cui lo fai, è scambio di sentimenti, divertimento, comunicazione. Non bisogna avere ansia da prestazione. La pornografia serve agli adulti per motivarli, eccitarli, non è un manuale (.…)

Bisogna usare il preservativo per prevenire le malattie a trasmissione sessuale, perché sui set ci sono mille controlli, nella vita vera no. Bisogna stare attenti al consenso, perché se l’altro dice “no”, è “no”: nel porno invece sembrano tutti disposti a fare tutto. Rassicuro i maschi sull’erezione: ormai nei film tutti usano la chimica, non sono prestazioni autentiche (.…) 

Ha senso «rifare» educazione sessuale da più grandi perché ci sono coppie che fano l’amore da vent’anni nella stessa posizione, e donne che non hanno mai avuto un orgasmo. La verità è che non ci si parla, si ha vergogna. Non arriviamo neanche al 10% di quello che può dare il sesso (.…)

Verso gli 11, i 12 anni si può iniziare a parlare di sesso con i ragazzi.  In Italia nelle poche scuole in cui ci sono progetti se ne parla a 15 o 16, quando è troppo tardi”.

Rocco Siffredi, interview for Vanity Fair and sex lessons

The latest issue of Vanity Fair, n.17, dedicates an extensive interview to the “king of hard” Rocco Siffredi who published a few days ago his “Sex lessons”, a 120-page volume with sex lessons to explain to boys the difference between porn and reality and to adults how to find out 90% of the sex they still don’t practice. Here are some excerpts from the Vanity Fair Italia interview with Siffredi with advices from Rocco.

“Most of the boys and girls have no informations about sex either at home or at school, but they all watch porn on the web: Years ago I appealed to the Ministry of Education to make sex education compulsory in Italian schools, as happens in all over the world, but the reaction was tepid. Students want me, principals and rectors prevent the meeting (…)

I don’t claim to be a sexologist, the one who understood everything, my approach is the advice of the older brother. I know the world of porn so well that I can find the differences with real life, also because I am married and father of two children, I see the theme from different points of view (…)

The sexual experience is made up of the relationship with the person with whom you do it, it is an exchange of feelings, fun, communication. You don’t have to have performance anxiety. Pornography serves adults to motivate them, excite them, it is not a manual (. …)

You have to use condoms to prevent sexually transmitted diseases, because there are a thousand checks on the sets, but not in real life. You have to be careful about consent, because if the other says “no”, it is “no”: in porn, on the other hand, everyone seems willing to do everything. I reassure men about their erections: by now everyone in the movies uses chemistry, they are not authentic performances (. …)

It makes sense to “redo” sex education for older children because there are couples who have been making love for twenty years in the same position, and women who have never had an orgasm. The truth is that we don’t talk to each other, we are ashamed. We don’t even get to 10% of what sex can give (. …)

At around 11 or 12 you can start talking about sex with boys. In Italy, in the few schools where there are projects, they talk about them at 15 or 16, when it is too late”.