Per il terzo anno consecutivo, i migliori player del lusso sono i colossi Lvmh, in testa dal 2014, Kering, Estée Lauder e Richemont. È quanto emerge dalla settima edizione del Global Powers of Luxury Goods, lo studio annuale di Deloitte, che valuta e classifica le prime 100 società del settore fashion & luxury a livello globale, sulla base delle vendite consolidate nell’anno fiscale in esame. Segue al quinto posto L’Oréal Luxe, che subentra a Chanel, mentre rimane stabile in settima posizione EssilorLuxottica, unica italiana a comparire nella top 10. Scende di due gradini al decimo posto The Swatch Group, superato da Chow Tai Jewellery Group (8°) e Pvh (9°). Come negli scorsi anni, il made in Italy si conferma leader nel settore, portando in graduatoria ben 22 aziende su cento. Di queste, circa due terzi operano nel comparto dell’abbigliamento e calzature, mentre il 23% rientra nella categoria borse e accessori, costituendo di fatto più della metà delle aziende nella categoria. Complessivamente, è Moncler il brand con la performance migliore nel corso degli anni: ormai da un lustro ospite fisso dei ‘Fastest 20’, nel FY2019 ha registrato il terzo net profit margin più alto della top 100, al 22%, dopo la brasiliana Vivara ed Hermès. Anche Ermenegildo Zegna ed Euroitalia hanno registrato una crescita delle vendite a doppia cifra, tanto che quest’ultima è rientrata tra le dieci aziende a crescita più rapida dello scorso anno. Il 2019 è stato, inoltre, l’anno in cui sei dei grandi marchi del lusso italiano sono tornati a registrare una crescita positiva: Giorgio Armani, Otb, Dolce & Gabbana, Ferragamo, Ermenegildo Zegna e Twinset.

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