Luca Guadagnino firma lo store Redemption a New York

Luca Guadagnino firma lo store Redemption a New York

Luca Guadagnino e il suo studio di architettura hanno progettato la boutique a New York di Redemption. L’ispirazione? Uno shooting dei Rolling Stones

 

Amazon ha rivoluzionato il concetto dello shopping selvaggio ma vuoi mettere l’esperienza dell’acquisto in un negozio reale? Nel senso di manichini, specchi e luci che ti fanno sembrare un* div* di Hollywood degli anni ’50. A maggior ragione se quel negozio l’ha progettato un regista, insomma, uno che di atmosfere se ne intende. E infatti, è stato Luca Guadagnino, diventato famosissimo grazie alle quattro candidature all’Oscar di Chiamami col tuo nome – e che prima ci aveva regalato pellicole non proprio indimenticabili, come Melissa P, che però proprio in quanto a scenografia non era poi così male – a firmare il retail store recentemente aperto da Redemption a New York, Soho.

L’interior design della boutique è stato progettato dallo studiolucaguadagnino, lo studio di architettura di interni attivo già da tre anni e che abbiamo recentemente visto in un progetto a Roma. Ogni angolo della superficie di circa 370 metri quadrati è stato concepito per dare luce e mettere in risalto le diverse fonti di ispirazione e le sensazioni che definiscono l’identità del brand.

Lo Store Redemption di Luca Guadagnino: dalla Costa Azzurra a Soho

Per il progetto della boutique Redemption, Guadagnino e il suo team sono partiti da una storia molto interessante e glamour, basandosi su alcune fotografie che immortalano i Rolling Stones durante la registrazione di un album in una casa in Costa Azzurra negli anni Settanta: atmosfera soft, decor opulento e motivi senza tempo ricchi di dettagli. «Abbiamo evocato il fascino del rock-and-roll che si fonde con l’eleganza senza tempo degli interni. Ci è venuta così l’idea di un appartamento boudoir che permetta al cliente di vivere un’esperienza intima, gli interni sono avvolgenti e morbidi», ha detto Guadagnino.

L’ingresso non poteva che essere scenografico, impreziosito da un lampadario unico degli anni Cinquanta di Venini. Il pavimento è in legno antico trentino, mentre il perimetro della sala principale è interamente occupato da un armadio-boiserie rivestito in velluto Dedar, con modanature commissionate al grafico irlandese Nigel Peake.

Ne è venuto così un appartamento Haussmann, per intenderci stile Parigi seconda meta ‘800 ma, alzando lo sguardo nella stanza principale, un lucernario lascia fare capolino al cielo di New York. «Appena entrati nel negozio, i visitatori saranno trasportati in una realtà altra. Il progetto vuole appunto simboleggiare il passaggio dalle strade di SoHo al mondo di Redemption», ha spiegato il regista che, sempre a proposito di moda, è stato anche Guest Artist di Fendi.