La storia delle copertine Playboy nelle vetrine di Michele Franzese

La storia delle copertine Playboy nelle vetrine di Michele Franzese

Allestimento – show per lo store con l’ultima collezione di Philipp Plein e le più celebri opere della letteratura erotica 

 

Inizialmente si sarebbe dovuta chiamare Stag Party, ossia “festa di addio al celibato”, ma il già esistente magazine Stag minacciò una causa e così si dovette trovare un altro nome. A causa di ciò dal secondo numero il logo, un cervo in vestaglia disegnato dal vignettista Arv Miller, venne rimpiazzato dal profilo della testa di un coniglio con un papillon da smoking, disegnato dal grafico Art Paul.

La scelta ricadde sul coniglio per alludere a un certo modo, giocoso e ironico, di vedere il sesso. Ma non fu certo la grafica a stimolare l’interesse dei lettori di Playboy, quello che di lì a poco sarebbe divenuto uno dei più celebri magazine di tutti i tempi.

Un mito dell’editoria e non solo, che in questi giorni Michele Franzese ha voluto celebrare dedicando alla storia delle sue intramontabili copertine tutte le vetrine e gli interni del prestigioso punto vendita di via Morelli, nel cuore della city napoletana, per molti un vero e proprio crocevia delle tendenze globali.

L’idea è nata dalla nuova collezione di Philipp Plein, che al magazine americano ha dedicato la sua ultima collezione che sta già facendo il giro del mondo e, naturalmente, delle passerelle.

Coordinato da Federico Pinnaserra, il format prevede l’allestimento delle vetrine con dei manichini dalle sembianze di coniglio, ognuno dei quali indossa una maschera di latex.

Contemporaneamente, all’interno del negozio e nelle stesse vetrine sono state posizionate non solo una serie di copertine erotiche di Playboy ma anche delle copie di alcuni dei più celebri libri erotici della storia della letteratura internazionale, come In Ruins di Araki, Ryan Mendoza, Inflatable Bat Berlino 2017,  Mario Testino, Kate Moss, Lachapelle ed Heaven to Hell.