La Fashion Week di Londra inizia la sua prima stagione post-Brexit

La Fashion Week di Londra inizia la sua prima stagione post-Brexit

La prima Settimana della Moda di Londra dell’era post Brexit si è aperta ieri e durerà fino a martedì 18 febbraio con l’assegnazione del premio ‘Queen Elizabeth II Award for British Design’ con un membro anziano della famiglia reale ad annunciare il vincitore. Il momento clou tra gli show sarà probabilmente rappresentato dalla sfilata di Tommy Hilfiger, che torna a Londra con la sua quarta collezione “Tommy x Lewis”, disegnata in collaborazione con il pluricampione del mondo di Formula 1, il britannico Lewis Hamilton. Altra novità, il designer austriaco d’avanguardia Petar Petrov ha spostato la propria sfilata da Parigi a Londra, e anche MM6, la linea rivolta al grande pubblico di Maison Margiela, presenterà le sue ultime creazioni in terra d’Albione. In cartellone, non mancheranno comunque le case di moda britanniche più prestigiose, a cominciare da Burberry, il colosso britannico del lusso. Senza dimenticare la prossima generazione della moda inglese — JW Anderson, Erdem, Preen di Thornton Bregazzi, Simone Rocha e Victoria Beckham. Il BFC introduce anche un’area sperimentale chiamata “Discovery LAB”, che includerà musica, workshop e la proiezione del documentario “Yohji Yamamoto 1983 – 2016”. Altra area al debutto è la “Model Zone”, uno spazio speciale in cui le modelle potranno mangiare, bere e rilassarsi tra due sfilate. Con una sessantina di sfilate, il programma londinese rimane particolarmente ricco, anche grazie a marchi di primo piano come Amanda Wakeley, Chalayan, Fashion East, Huishan Zhang, Margaret Howell, Mark Fast, Marques’Almeida, Richard Quinn, Roland Mouret e Molly Goddard, ultima beneficiaria in ordine cronologico del BFC Fashion Trust. Secondo il BFC, il calendario punta a “unire Londra attorno a 78 marchi, 103 negozi e 346 eventi in cinque giorni, in collaborazione con i principali dettaglianti, istituzioni culturali e aziende di moda, con l’obiettivo di aprire la London Fashion Week a un nuovo pubblico e a nuove comunità”.