Amina Muaddi: focus sui suoi tacchi “speciali”

Amina Muaddi: focus sui suoi tacchi “speciali”

Il progetto? “100% mio e 100% me” racconta Amina Muaddi

 

Le calzature più cool del momento ? Stando a quanto si è appreso dalle ultime Fashion Week un posto sul podio è senz’altro appannaggio di Amina Muaddi, una delle designer più apprezzate del momento nel grande mondo del fashion system globale.

Spiritose, irriverenti ma pur sempre di estrema qualità: le scarpe, i sandali e gli stivali della giovane stilista piacciono tanto alla millenial quanto alla lady dei salotti a la page, purché amante delle provocazioni e del colore a tutta forza.

Ecco, nell’intervista che segue, come Amina Muaddi ha raccontato recentemente la storia del suo brand:

Come hai deciso di fondare il brand che porta il tuo nome?

È stata un’evoluzione naturale anche se non una scelta facile. Ho creato il mio primo brand a 25 anni e sono uscita dal marchio 5 anni dopo – nonostante il brand godesse di un’importante crescita. Volevo fare qualcosa che rappresentasse il mio percorso di crescita e il mio concetto di modernità. Dunque avrei dovuto capovolgere il mio progetto oppure cominciare su una nuova strada. Dato che avevo una visione diversa sul marchio rispetto ai miei ex soci di capitale ho sentito fosse il momento giusto per il cambiamento. Stavo per compiere 30 anni e ho pensato: ‘ora o mai più’. Dopo una pausa di sei mesi in cui ho continuato la mia collaborazione con Alexandre Vauthier ho iniziato a lavorare al mio nuovo brand. La decisione di metterci il mio nome è stata naturale. Dopo sei anni facendo questo lavoro con vari brand ho lanciato il progetto più vicino al mio cuore, 100% mio e 100% me. Abbiamo presentato in maniera molto privata, con la collezione Fall Winter 2018/19 facendo vedere la collezione solo a 10 buyers. L’ho chiamata Stagione 0 perché il brand è stato presentato al pubblico direttamente quando era disponibile nei negozi.

Cosa porti della tua esperienza di Oscar Tiye?

Tantissimo. È stata la mia esperienza formativa e un grande percorso di crescita. Ho iniziato Oscar Tiye come un gioco, a 25 anni ho passato un anno di preparazione nella Riviera del Brenta per imparare l’arte di fare le scarpe con gli artigiani più bravi, ho fatto molti errori, ho creato migliaia di scarpe, ho conosciuto tantissime persone che ora sono diventati cari amici e collaboratori.

Come sintetizzeresti il tuo nuovo brand in termini di ispirazione, materiali, produzione?

Volevo che tutto fosse una riflessione di me: dal prodotto, al branding e art direction, al viso della campagna. Il mio è un prodotto di lusso, al 100% made in Italy – a Parma, nello specifico – ma volevo che avesse il prezzo giusto, dunque ho preferito abbassare i nostri margini. Ho voluto creare delle scarpe moderne, raffinate, minimali ma grintose. Voglio che la mia donna si senta cool ma molto femminile quando le indossa. Sono partita dalle strutture e, oltre a quelle classiche, ho creato un tacco con una struttura particolare, con il corpo di un tacco a spillo che finisce come un tacco a rocchetto esagerato: una sproporzione che crea un risultato bilanciato. Un altro aspetto importante cui ho dato importanza è stato il comfort. Il tacco più alto misura 9,5cm. Voglio che la mia donna possa andare al lavoro e poi uscire a cena direttamente oppure, se ha voglia di ballare tutta la sera, di farlo senza soffrire. Abbiamo fatto un’ampia ricerca di materiali per poter offrire texture e colori freschi e speciali. È una selezione molto ricca di nappe, suede, laminati, laserati, glitter, cristalli, materiali stretch rifrangenti, latex, velluti, rasi.

Come lo distribuisci e a che donna ti rivolgi?

La prima stagione (stagione 0) è stata distribuita in esclusiva tramite 10 canali di distribuzione scelti attentamente, la maggioranza online (Net-a-porter, Brownsfashion, Forward, ecc). Con certi clienti abbiamo fatto sold out in un giorno dall’uscita nei negozi dunque sono stata molto sorpresa e felice. Per la Spring Summer 2019 abbiamo aperto il mercato, passando a quaranta clienti. Abbiamo aumentato la distribuzione ma non troppo, pensando alla qualità piuttosto che alla quantità. Abbiamo scelto con chi lavorare, quelli che pensavamo fossero i retailers adatti al marchio. Questo brand ha il mio nome ed é fondamentale crescere in modo giusto e organico. Vedo i clienti come delle vere e proprie partnerships, non voglio solo vendere ma lavorare assieme loro per comunicare, crescere il brand awareness e sviluppare il business. Con le mie scarpe mi rivolgo ad una donna intelligente, sofisticata, divertente, cool e femminile a cui piace la moda ma non la prende troppo sul serio. È una donna “di multi cultura” come mi piace definirla, cittadina del mondo, entusiasta dalle nuove scoperte in ogni ambiente.

Quali sono le tue icone?

La mia prima icona è stata mia madre. Il suo buon gusto e la sua passione per la moda e per le scarpe hanno innescato in me questo istinto. Da piccola la osservavo con ammirazione mentre si preparava e provavo sempre le sue scarpe. Ci sono tante donne che ammiro per motivi diversi – la regina Rania di Giordania (sono metà giordana), Chimamanda Ngozi Adichie, Bianca Jagger, Malala, Rihanna, e molte altre.