E’ morto a Milano per Covid Giovanni Gastel, fra i principali fotografi internazionali di moda e spettacolo, da molti definito maestro dell’estetica nel suo senso più alto, fotografo e creatore del bello. 

Nato a Milano nel 1955, era ultimo dei sette figli di Giuseppe Gastel e Ida “Nane” Visconti, rampollo cioè della più alta borghesia e della massima nobiltà lombarda e nipote di Luchino Visconti. Di lui si diceva “nobile” anche per definirne il gusto, l’animo, l’aspetto, i modi e lo stile artistico.  Negli anni ’80 inizia a collaborare con le più prestigiose riviste di moda, fra cui Vogue, alle quali dà la scalata firmando campagne storiche per marchi vari del made in Italy e non solo tra i quali Versace, Missoni, Trussardi, Krizia, Ferragamo, Dior. Pubblica poesie e inizia a realizzare dagli anni Novanta anche progetti esclusivamente artistici. E’ del 1997 la prima grande mostra, alla Triennale di Milano, curata dal critico Germano Celant con cui ha poi continuato a collaborare.  Con il tempo scopre infine la passione per i ritratti. La sua galleria di volti collezionati va da Vasco Rossi a Bebe Vio, da Barack Obama che ride libero dalla cravatta a Micheal Stipe dei Rem con una mela verde sulla testa, passando per Fiorello, Forattini, Tiziano Ferro, Ligabue, Monica Bellucci, Roberto Bolle e ancora tanti visi ignoti che, sull’onda dell’entusiasmo spontaneo con cui Gastel si offriva per beneficenza, aveva deciso di nobilitare. “Fotografo delle anime perse”, lo ha ricordato Piero Pelù. Affranto il ministro Franceschini: “Il Covid ci ha strappato anche Giovanni Gastel. La fotografia italiana perde un grande protagonista amato e stimato in tutto il mondo”. Nel 2015 ha pubblicato la sua autobiografia “Un eterno istante”. Gastel non ha comunque mai abbandonato la moda. Il suo ultimo post su Facebook, solo di qualche giorno fa riporta la fotografia di Malika Ayane che ha realizzato per la campagna pubblicitaria di Chiara Boni.