È la cultura sartoriale napoletana il punto di partenza per le collezioni Gabriele Pasini che saranno presentate al Pitti

 

È un discorso di proporzioni, dove l’occhio non deve trovare sbilanciamenti, le forme devono essere gestite con sapienza.

Pasini arriva dall’istituto d’arte e utilizza lo stesso approccio di una scultura alla realizzazione della propria collezione: un look va guardato nelle proporzioni della sua interezza.

Pasini però prende questo mondo e lo rende profondamente proprio.

Una giacca sartoriale viene abbinata a dei pantaloni rubati ai pescatori Thai o una camicia da smoking ha una fantasia a quadri rossi.

È un mondo di riferimenti in cui i colori sono centrali, inaspettati ma ben calibrati.

L’immaginario da cui parte è anche quello dei re gitani, dei Magiari, alti e magri, eleganti e pieni di colori, molto vicini all’estetica di Gabriele Pasini.

L’abito non deve necessariamente andare insieme a una cravatta, ma è perfetto con una camicia lasciata sbottonata, il colletto sopra i rever, i pantaloni con fantasia maxi check.

Oppure, un classico gessato s’illumina in una nuova tonalità di blu.

Allo stesso tempo, la maglieria prende una nuova posizione, diventa dettaglio, non solo accessorio.

Un maglione messo in vita, come quasi una fascia, o arrotolato intorno al collo.

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Look 1: Giacca con fantasia madras in tela di cotone e lino con camicia blusa a quadri, abbinate ad un pantalone check. Maglione scolo a V con righe chiuso in vita.

 Look 2:  Blazer blu in tela lana e mohair con camicia blusa a righe larghe, abbinati su pantalone doppia pince principe di galles bianco e nero. Pullover stretto in vita blu mélange.

Look 3: Abito gessato in fresco lana azzurro, abbinato a camicia mille righe multicolor e cravatta in seta jacquard con micro disegni. Pullover stretto in vita multicolor.