Hollywood va in scena sulla passerella di Calvin Klein per la primavera 2018 alternando scene da sogno e da incubo.

Ma come per lo scorso autunno, il brand americano non abbandona i contorni politici e fa sfilare abiti con chiari messaggi anti-Trump.

Da una parte c’è il desiderio di perseguire un sogno americano, dall’altra il raffronto con la realtà, soprattutto politica, attuale.

«Si tratta di American Horror e American Beauty – ha spiegato Raf Simons, chief creative officer di Calvin Klein – La moda cerca di nascondere l’orrore e di abbracciare solo il bello, come appunto fa la vita.

Ma bello e orrore sono entrambi una parte della vita. Questa collezione è la celebrazione della vita americana».

Sullo sfondo di un’installazione artistica di Sterling Ruby, Simons ha chiamato a raccolta alcune delle figure più iconiche del cinema per offrire spunti per un dibattito culturale: espressione di un’epoca in cui l’America moderna appare più sinistra che mai.

I look rimandano a Sissy Spacek in Carriè o Shelley Duvall in Shining, Grace Kelly in La finestra sul cortile, Uma Thurman in Kill Bill, Mia Farrow in Nastro Rosso a New York, con una nuova dignità alla camicia da notte diventata un vero abito.

L’installazione di Ruby detta i colori

I colori, in particolare l’arancione, il nero e il rosso, sono lo specchio dell’installazione di Ruby che alterna elementi di orrore, asce, a elementi che fanno parte dell’iconografia americana come mazze da baseball e  pon pon.

In passerella anche l’uomo, con look boscaiolo.

Nella sua esplorazione dell’Americana, il belga Raf Simons è ricorso ancora una volta al mito di Andy Warhol, un’artista che come nessun altro ha contribuito a definire l’identità della cultura contemporanea americana.

L’impronta di Warhol ha trovato spazio in una serie di stampe che, in linea con l’ispirazione della collezione, riflettono la dicotomia implicita nella realtà attuale, ossia sogno e orrore.

Infine tra gli accessori spuntano ciondoli a forma di bottigliette delle fragranze ‘Eternity’ e ‘Obsessed’.