L’ultima campagna pubblicitaria di Givenchy offre alcuni indizi su come il primo direttore artistico femminile del marchio immagini il nuovo corso del brand

 

Per molti, la prima collezione di Clare Waight Keller per Givenchy – che ha debuttato ad ottobre, con uno spettacolo ospitato dalle sale del Palais de Justice di Parigi – ha offerto più domande che risposte.

I critici lì per lì si sono scontrati infatti sul modo in cui ha affrontato i codici stilistici stabiliti dal fondatore Hubert de Givenchy, ma erano altrettanto desiderosi di vedere come li avrebbe poi improntati.

E la prima campagna per il marchio fornisce loro alcuni indizi. 

Gli specchi, entrambi spezzati in frammenti ed in cima a tavoli incontaminati, svolgono un ruolo di primo piano nella pubblicità della primavera 2018.

Notevoli anche gli uomini e le donne presentati in coppie speculari, un riflesso dell’approccio integrato di Waight Keller.

“C’è questo senso di un diverso riflesso della coppia – ha spiegato Keller  – e per me gli specchi diventano qualcosa che viene distrutto e schiacciato e rompono quell’immagine del passato in un modo nuovo, portando qualcosa di più riflessivo”.

 

La campagna è stata fotografata da Steven Meisel in una villa privata nello stato di New York – “un posto che trovi su Airbnb” per un “weekend un po ‘distruttivo”, ha detto Waight Keller che non ha esitato a mettere al centro del prodotto il palcoscenico.

Gli accessori vantano del resto a loro volta un ruolo di primo piano, promossi a colori, insieme a ritratti in bianco e nero di modelli del prêt-à-porter del marchio.

“Volevo trasmettere un atteggiamento nell’immagine dello stivale”, ha spiegato ancora Keller, “il fatto che ci si senta potenti quando li si indossa, che siano davvero cool. E l’idea poi che il gioiello sia molto forte era a sua volta  qualcosa su cui volevo davvero concentrarmi”.

La proprietà di Givench LVMH, potrebbe anche voler spingere gli accessori in quanto mira ad incrementare il giro d’affari del brand proprio grazie alla nuova leadership creativa di Waight Keller. Ma il suo approccio a quanto pare è meno strategico.

“La prima uscita”, ha spiegato, “mi è sembrata davvero un’esplorazione dei miei primi pensieri rispetto al marchio. Le cose poi sono diventate commerciali, ma certamente non l’ho inteso sin dall’inizio. Ad ogni modo è sicuramente qualcosa che ha caratterizzato il mio lavoro in passato. Ed in fondo tutto questo è parte dell’essere un designer: l’equilibrio di tutto”.

Ami la moda? Seguici per scoprire le ultime novità dei maggiori brand del momento!