NYFW: sfila per la seconda volta Calvin Klein sotto la direzione creativa di Raf Simons

Un mix and match di tessuti inusuali come la gomma stampata appositamente in Ohio e di dettagli sartoriali completamente rivisitati. Assenza di regole come i quadri da boscaiolo utilizzati per eleganti completi da uomo e tessuti volutamente rovinati e sbiaditi. Sartorialità, trasgressione, citazioni del passato e modernità si amalgamano per un risultato intriso di dissonanze. Materiali come nylon e gomma fanno da contraltare alla pelle dipinta a mano, giochi di volumi e gli stacchi di colore si mescolano con le superfici lucide e macchiate per un risultato imprevedibile e pop.

Calvin Klein: continua l’esplorazione dell’american way of life da parte dell’europeo Raf Simons

“Tutto parte dall’American horror e dall’American beauty. La moda cerca di nascondere il primo ed esaltare la seconda, ma entrambi fanno parte della vita.” Queste le parole di Raf Simons nel backstage della sfilata che commenta così il secondo atto della collaborazione con Calvin Klein.
La sfilata è stata un vero e proprio viaggio on the road condotto da Simons alla ricerca delle radici del brand. Presenti riferimenti al cinema, alla pop art e in particolare a Andy Warhol, con Kaia Gerber -figlia di Cindy Crawford- che ha ufficialmente debuttato in passerella.