Il conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy, stilista e costumista francese divenuto noto per aver vestito le più eleganti donne del cinema e del jet set, da Jacqueline Kennedy a Marella Agnelli, dalla principessa Grace alla duchessa di Windsor, da Marlene Dietrich a Greta Garbo, fino a Lauren Bacall, Jeanne Moreau, Ingrid Bergman, fino alla sua musa Audrey Hepburn, ha compiuto da pochi mesi 90 anni.

Alla maison fondata da lui nel 1952, che porta tuttora il suo nome, nonostante la proprietà appartenga al gruppo Lvmh dal 1988, anno in cui lo stilista pensò di ritirarsi, hanno deciso di aprire una boutique diretta proprio nell’elegante via del Babuino, a Roma, città a cui la maison è legata per via di Audrey e dei film più celebri in cui il nobile stilista la vestì, proprio quando Hubert de Givenchy compie 90 anni. «Il nostro fondatore vestì Audrey Hepburn nel celebre film Vacanze Romane. Ma l’apertura di questa boutique ci darà l’opportunità di vestire gli uomini e le donne di Roma, gli italiani e gli ospiti provenienti da tutto il mondo» spiega il ceo della maison Philippe Fortunato, confermando che per i francesi Roma è una capitale con grande potenziale commerciale. La storia di Hubert de Givenchy è quella di un uomo baciato dalla fortuna.

La sua storia

Nato a Beauvais il 21 febbraio 1927, studia all’cole Nationale Superieure des Art a Parigi, dove, contro il volere della famiglia, inizia la carriera nel mondo della moda. Lavora con i più grandi nomi della moda dell’epoca: con Luciene Lelong dal 1945 al 1946, per Piguet dal 1946 al 1948, con Jacques Fat dal 1948 al 1949 e per Schiapparelli dal 1949 al 1951. A 27 anni, nel 1952, debutta con la prima collezione a suo nome. Il successo è immediato. In particolare desta grande interesse la blusa «Bettina» dedicata alla più famosa mannequin dell’epoca, Bettina Graziani. L’anno successivo avviene l’incontro con Audrey Hepburn che diviene la sua musa, incarnando l’ideale estetico femminile da sempre ricercato nelle sue creazioni. L’attrice veste i suoi abiti sia nella vita che nei film che interpreta (indimenticabili Sabrina del 1954 e Colazione da Tiffany del 1961), divenendo ambasciatrice del suo stile. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta sono molte le creazioni iconiche che lo stilista lancia nelle sue collezioni: l’abito a sacchetto del 1953, il mantello con collo ad anello del 1958, l’abito a palloncino e l’abito-bustier.

Gli inizi

Fin dalle prime collezioni si distingue per la raffinatezza di tessuti e forme. Nel 1968, anno in cui il suo idolo Balenciaga si ritira dal mondo della moda, Givenchy eredita la sua clientela. Il 1988 lo stilista deicide di ritirarsi, e di vendere la sua maison al gruppo francese Lvmh. Stretto il legame di Givenchy con il cinema. Firma i costumi di film cult tra cui quelli con Audrey Hepburn.Da Vacanze Romane di William Wyler (1953) a Sabrina di Billy Wilder a Cenerentola a Parigi di Stanley Donen, fino a Colazione da Tiffany del 1961, di Blake Edwards, Sciarada di Stanley Donen del 1963, e Come rubare un milione di dollari e vivere felici di William Wyler, del 1966. Nel 1957 costituisce la Parfums Givenchy affidando la direzione al fratello Jean-Claude.

La strada giusta

Infatti dopo le difficoltà iniziali il successo arrivò alla fine degli anni Sessanta, proprio grazie al lancio dei profumi De e L’Interdit. Quest’ultimo inizialmente creato in esclusiva per l’amica attrice Audrey Hepburn, prese solo in un secondo momento questo nome che in francese significa Proibito. Le caratteristiche del profumo, dai toni fioriti ed aldeidati, esprime l’immagine di perfezione che la diva comunicava. Nel 1959 Givenchy propose due fragranze maschili, Monsieur de Ghivency e l’Eau de Vétyver, originariamente pensati per se stesso. Nel 2007, per i 50 anni della maison, la Givenchy ripropose varie creazioni, tra cui L’Interdit, Vetyver o Givenchy III.